In un oratorio – cosiddetto, che evitiamo di citare vista la gravità della vicenda – va in onda un episodio oltremodo vergognoso. Quattro persone, dopo la conclusione di un gioco di gruppo, propongono in vendita ad altre persone un libro propagandistico nel quale l’autore elogia l’eutanasia. Ora, la domanda che è legittimo porsi è la seguente: perché il sacerdote che guida la parrocchia – posto che di sacerdote si possa parlare – ha autorizzato un evento simile? Perché il sacerdote o pseudo-sacerdote posto alla guida di quella comunità cristiana – non diciamo cattolica – non ha posto la sua opposizione a un evento che nulla c’entra con il cristianesimo e che anzi è la negazione più spietata dello stesso? È facile comprendere che nei vecchi oratori costruiti in passato in stile salesiano ed ispirati ai principii profondissimi del cattolicesimo più puro di San Giovanni Bosco è penetrato il pensiero giacobin-rivoluzionario che li ha ridotti a cloaca marcia dove tutto è permesso anche predicare l’anticristo. In un oratorio si avalla addirittura la pratica dell’omicidio! Quale ignominia ha colpito la Chiesa Cattolica? Posto che per rigettare l’omicidio non v’è bisogno di essere cattolici, i sacerdoti modernisti conoscono i comandamenti ed in particolare il quinto di essi? Lo scandalo è talmente enorme che per una questione di decoro nei confronti della religione Cattolica e per rispetto dei pochi parrocchiani offesi da un evento di questa gravità non menzioniamo né il nome del prete né il nome della parrocchia. Lo scandalo comunque ha avuto luogo nell’Italia settentrionale.