Il rastafarianesimo è il volgare protagonista di una triste storia dal sapore giamaicano. Nove fedelissimi di Hailé Selassié sono gli artefici di uno spettacolo scandaloso. I seguaci del re dei re – tutti rigorosamente con la pelle nera – decidono di sacrificare una donna rigorosamente con la pelle bianca. È ormai noto a tutti che – secondo la pseudo-dottrina rasta – l’uomo bianco è uno scarto dell’umanità, qualcosa da eliminare in quanto essere impuro. Ed è proprio da questo concetto di impurezza insito nell’uomo bianco che il gruppo di bestie rasta porta a termine la sua nefanda missione. I nove malfattori rapiscono una donna bianca, la conducono in una zona morta di Portmore e cominciano le danze. Danze nel vero senso della parola in quanto la vittima viene prima seviziata e poi ammazzata da sette dei nove criminali mentre gli altri due suonando l’orrenda musica reggae con le loro chitarre male accordate cantano a squarciagola. Un omicidio a suon di musica… Chi è Ras Tafari? Il nuovo Gesù Cristo? Quale bestemmia giunge dall’Etiopia!