Era prevedibile che il referendum fallisse, soltanto i soloni dell’utopia potevano pensare il contrario. Come si può pensare che in un Paese quale è l’Italia pieno di problemi gravi e di contraddizioni, un Paese che non è mai stato unito se non durante il Ventennio Fascista, un Paese caratterizzato dall’incapacità politica, un Paese in cui il lavoro è governato dai sindacati, un Paese in cui comanda la criminalità organizzata, un Paese nato da un referendum farsa – quello del giugno 1946 – un Paese non sovrano – in quanto l’Italia perse completamente la sovranità con la firma dell’armistizio di Cassibile del 3 settembre 1943 – un Paese senza un piano industriale, un Paese che loda l’analfabetismo, un Paese in cui per ricoprire incarichi prestigiosi occorre necessariamente essere in possesso di una tessera politica, un Paese in cui per fare carriera occorre essere ignoranti, un Paese fondato sulla raccomandazione, un Paese senza nessuna identità, un Paese che ha avuto tra le Alte Cariche dello Stato mafiosi, criminali, delinquenti, ladri e chi più ne ha più ne metta possano avere successo i quesiti referendarii proposti? Bisogna essere matti per pensare una cosa simile! Non solo il referendum è stato un fallimento ma l’Italia intera è un fallimento! Non occorre avere conseguito una laurea per comprendere un’evidenza così palese!