A Port Moresby un volgare rituale guidato da un vecchio sciamano ha quale esito finale l’uccisione di un bambino di appena otto anni. La vittima sacrificale viene poi sezionata e divorata cruda – ossa comprese –da tutti i partecipanti al cerimoniale selvaggio. L’orgia animalesca comincia con ritmi frenetici e finisce con ritmi forsennati. La follia travolge le stolte belve e l’omicidio è venerato. Ebbene sì, l’omicidio è venerato. La vita umana ha un valore nullo e la liceità dell’assassinio pare rallegrare tutti i convenuti.