A dispetto delle voci infamanti e insensate che Washington e alleati lanciano contro Teheran con un chiaro scopo diffamatorio – a proposito di probabili attacchi che questa dovrebbe concretizzare qui e là per il Medio Oriente – la stessa risponde per le rime affermando che non attaccherà se non sarà attaccata. Per il momento la vittima di attacchi è proprio Teheran che però sta utilizzando tutta la diplomazia necessaria per evitare altre catastrofi. Se Israele assalta ambasciate iraniane in qualunque Stato esse si trovino la colpa non può certamente cadere sul Paese che organizza la propria difesa. È doveroso ricordare che il Mossad continua a condurre in una maniera oltremodo penetrante la sua azione bellico-spionistica in pressoché tutta l’area mediorientale. Il Mossad sta operando in Siria, il Libano, in Iraq, in Palestina, in Giordania, in Kuwait, in Egitto, nello Yemen e in altri Paesi… la lista sarebbe lunghissima. È evidente che un’agenzia spionistica così esposta e soprattutto così attiva qualche rischio lo corre.