Al porto di Montréal sbarcano cinquecento chilogrammi di cocaina. È risaputo che il Canada è un forte consumatore di sostanze stupefacenti come del resto pressoché tutti i Paesi dell’anglosfera. La droga in questione coltivata in Messico è giunta a destinazione senza particolari problemi. Le consorterie implicate in questi traffici illeciti hanno agganci politici non solo a livello nazionale ma anche sovranazionale. Qualsivoglia istituzione sovranazionale non è soggetta infatti ad alcun controllo pertanto può muoversi nel grande mercato della droga come meglio crede. La piazza commerciale del Canada è un appannaggio quasi esclusivo di congreghe manovrate da muratori protestanti. In fondo ogni ente sovranazionale professa detta religione. Benché la cocaina sia arrivata a destinazione gli agenti di Testudo Arietata di stanza nello Stato di Ottawa si attiveranno per ostacolare un’ulteriore diffusione della stessa. Procederanno inoltre se le condizioni lo permetteranno al sequestro dello stupefacente e alla conseguente distruzione.