A Calcutta tre agenti del S.A.F. di Testudo Arietata compiono un’azione memorabile: impediscono a un gruppetto di cinque ragazzini di dodici anni – costretti a partecipare a un rituale magico – di bene sangue di capra. Li sottraggono con forza agli sciamani dell’immoralità e con l’ajuto di quattro suore cattoliche li sfamano con cibo commestibile e sostanzioso. L’intervento delle donne inquadrate nel Servizio Ausiliario Femminile della compagine capitanata dal Primo Caporale d’Onore Davide Rossi è alquanto chiassoso ma efficace. Un’operazione di cui Testudo Arietata va orgogliosa.