Gli agenti di Testudo Arietata di stanza a San Paolo informati da un narcotrafficante colombiano conosciuto con il nome di “El perro” lasciano la città per dirigersi verso quella parte di Amazzonia compresa tra la foce del Rio delle Amazzoni e Belém. Il nostro informatore dedito al traffico di droga segnala ai nostri agenti la presenza di circa cento tonnellate di banane contaminate con acido cianidrico nei pressi proprio della città di Belém. Le stesse banane sono pronte per essere trasportate sui mercati principalmente europei ma non solo. Benché “El perro” non si occupi di traffico di sostanze alimentari decide di collaborare con gli agenti di Testudo Arietata mediante un servizio di spionaggio chiarendo sin da sùbito che saranno gli uomini della stessa compagine a condurre l’operazione finalizzata alla distruzione delle banane. Il narcotrafficante colombiano dà ai nostri agenti tutte le indicazioni necessarie per raggiungere il luogo esatto in cui sono accatastate le banane avvelenate e assegna loro anche una guida per agevolarli nel tragitto. Giunti sul posto dell’orrore gli agenti di Testudo Arietata rimangono esterrefatti dallo scempio che si presenta alla loro vista. Cumuli di banane contaminate stoccate peraltro in un ambiente non esattamente salutare. La frutta galleggia tra la fanghiglia e la melma tipiche della regione amazzonica. Se quella frutta venisse inserita nel circuito alimentare si rischierebbe una strage. Dunque i nostri agenti tramite la guida assegnata loro da “El perro” si procurano del carburante, lo spargono sul bananeto avvelenato e… fuoco! In pochi minuti l’inferno avvolge tonnellate di banane. Lo spettacolo è grandioso: la vampa intrepida si alza nel cielo e incenerisce il frutto della discordia che avrebbe potuto (o forse dovuto) uccidere centinaja di migliaja o addirittura milioni di persone. Partono poi colpi di arma da fuoco (probabilmente sparati dagli sgherri di guardia al bananeto) indirizzati agli agenti di Testudo Arietata che sono costretti a fuggire alla bell’e meglio per evitare il peggio.