Tre agenti di Testudo Arietata di stanza a Milano fermano quattro uomini nei pressi del cimitero di Lambrate. I quattro criminali in possesso di piccone, badile e altri arnesi adatti per scavare volevano profanare una tomba ubicata nello stesso cimitero. Evidentemente i delinquenti hanno studiato l’infamia proprio per il due novembre, giorno della Commemorazione dei defunti. L’intervento degli agenti di Testudo Arietata ha però guastato la festa ai bestemmiatori dei defunti in quanto la profanazione non ha avuto luogo. Gli agenti inquadrati nella formazione capitanata dal Primo Caporale d’Onore Davide Rossi hanno infatti sequestrato con decisione gli arnesi in possesso dei criminali così da renderli innocui. Ora, come si può pensare di profanare la tomba di un defunto, chiunque esso sia? Queste forme di violenza – peraltro concretizzate contro persone che non possono difendersi – sono lo squallore più viscido della pseudo-civiltà odierna sprofondata in un ateismo ignominioso che può condurre o per meglio dire ha già condotto verso mete devastanti la civiltà stessa. Testudo Arietata ribadisce che forme di violenza così crude come quelle a cui si assiste oggigiorno sono qualcosa d’inedito e su questa questione occorre vigilare e intervenire perché l’Europa sta marciando verso la forma più deteriore del tribalismo più cruento e più selvaggio.