In una catapecchia di Calcutta due agenti di Testudo Arietata s’imbattono in uno spettacolo riprovevole. Scorgono un bambino appeso al soffitto del graveolente tugurio con le gambe per aria e la testa dabbasso. La vittima di questa infame atrocità presenta peraltro le mani legate dietro la schiena così da rendere ancor più gravoso il suo stato di schiavitù. Gli uomini della formazione guidata dal Comandante Davide Rossi lo liberano dalle catene e si fanno spiegare la vicenda. Il bimbo risponde che due uomini volevano usarlo come fattorino per trasportare droga da un luogo all’altro della baraccopoli ma lui ha rigettato la loro proposta. I criminali non hanno gradito la sua risposta negativa e per punizione lo hanno legato e appeso come un salame. Il fanciullo di soli otto anni risulta un poco spaventato e nulla di più ma l’infanzia nella baraccopoli è un inferno. Testudo Arietata conclude un’altra volta un’azione meritoria.