La pratica dell’infibulazione in auge in parecchie zone dell’Africa e non solo distrugge ancóra oggi un numero notevole di bambine, ragazze e giovani donne. La donna infibulata si ritrova con l’apparato genitale fracassato per tutta la sua esistenza. Stupide credenze di natura pseudoreligiosa si concretizzano nella barbarie immonda della mutilazione. Popolazioni primitive che fondano la loro vita sulla magia, che non conoscono né il cristianesimo né la persona e che vivono nella menzogna sono capaci di sviluppare una disumanità senza limiti. La stregoneria sostituisce il sacro, il demoniaco ha il sopravvento sull’intangibile, in un clima panteistico la bestia supera la persona e la fandonia oscura la verità. Ecco che Testudo Arietata passa all’azione allertata da sei agenti del S.A.F. le quali già da qualche settimana stanno attenzionando la situazione nella zona sudorientale del Sudan attorno alla città di Rabak. Effettivamente le agenti del Servizio Ausiliario Femminile concretizzano una manovra degna di nota. Scoprono nove bambine che attendono di essere infibulate. Ne dànno comunicazione agli agenti di Testudo Arietata di stanza nel Paese africano i quali nell’oscurità provvedono a liberarle risparmiando loro un’atrocità così barbara quale è l’infibulazione.