L’Africa continua a detenere il primato di terra del traffico d’armi. Guerre e guerriglie vengono scientemente alimentate dai Paesi occidentali così da indebolire l’autorità dei Governi legittimamente in carica. Il padrone democratico e nel contempo schiavista, liberatore e nel contempo negriero impone qual perfetto tiranno ogni precetto funzionale alla sua politica rapace. La coalizione guidata dal duo anglofono Washington-Londra séguita ad accumulare oro mentre la miseranda Africa deve accontentarsi di sopravvivere con la catena al collo. Insomma, l’immagine che la politica odierna restituisce è quella del padrone ovverosia Stati Uniti e Corona Britannica che conducono al guinzaglio il cane ovverosia il continente africano tutto, dalle coste mediterranee al Sudafrica e dalle coste atlantiche al Corno d’Africa, Madagascar compreso. L’oppressione del tiranno è talmente asfissiante che la vittima è costretta ad ogni suo volere dunque anche a lavorare giocoforza nel settore delle armi illegali. Poveri uomini – peraltro malpagati – trasportano fucili, pistole, mitra, munizioni e ogni sòrta di armi leggere da una parte all’altra dell’Africa proprio come sta succedendo in queste ore durante le quali in Ciad e più precisamente nella città di Sarh situata a pochi chilometri dalla Repubblica Centrafricana stanno giungendo circa tre centinaja di pezzi bellici tra fucili e mitragliatori.