Pare che oggigiorno sia in auge una moda alquanto strana e cioè quella di confondere consapevolmente l’eroismo con la criminalità. Questo fenomeno è ben visibile nella politica ma non solo. Il medesimo fenomeno lo si può notare nello sport, nel lavoro, nella scuola e nella vita di tutti i giorni. Nello sport le raccomandazioni sono cosa oltremodo diffusa – è sufficiente frequentare anche in modo disattento l’ambiente per capire bene la faccenda – nel lavoro le capacità non contano nulla sono anzi dannose, nella scuola la preparazione conta zero e per certi versi è meglio risultare impreparati. Tutte queste nefandezze si riflettono nella vita pubblica e allora un mafioso viene premiato attribuendogli ruoli istituzionali, un delinquente viene osannato con campagne propagandistiche fuori da ogni limite, un criminale viene posto sul piedistallo, uno schiavista arricchitosi sfruttando i suoi schiavi viene esaltato anche dai suoi stessi schiavi e un assassino ha diritto a entrare nel Famedio. Ma il Famedio non è un luogo riservato a uomini che hanno dato lustro alla Patria? Il mistero s’infittisce: perché gli eccelsi Statisti una volta assassinati vengono dimenticati e i miseri politicanti assassini vengono onorati dalle istituzioni giacobine con una forma di venerazione così grande quale è addirittura la concessione del Famedio? Elogio agli Statisti di jeri e morte agli assassini di oggi! Elogio al Santo Sepolcro e morte al ridicolo sarcofago egizio!