La violenza di stampo calvinista non conosce limiti e produce morte a buon mercato. Il tragico evento ha luogo a Toronto dove una pseudo-sacerdotessa accoltella suo marito anch’esso pastore. Insomma da un’orgia per così dire famigliare non può scaturire nulla di buono e infatti il miserabilismo calvinista ha confezionato l’ultimo di una infinita serie di cadaveri. Violenze e uccisioni nella cerchia famigliare sono normale amministrazione quanto si parla di Calvino e dei suoi seguaci. Costoro non soltanto hanno il pessimo vizio di ammazzare chi non è inserito nella loro congrega ma uccidono senza scrupoli anche i loro cosiddetti correligionarii. Tra i calvinisti vi sono esclusivamente teste calde e fanatici e per questa valida ragione vanno emarginati. È sufficiente osservare le modalità con le quali vengono condotti i processi nei Paesi di common law e si comprende immediatamente il pericolo del calvinismo. Nei Paesi di common law vige il terrore più assoluto e nei detti Paesi il clima è ancor più schifoso di quello che si respirava durante e sùbito dopo la rivoluzione francese.