Washington soffia sulla guerra in essere tra Tel Aviv e Teheran. Ebbene sì, la grande Potenza tanto ammirata dall’Occidente intero quale simbolo indefettibile ed emblema massimo della democrazia, della libertà, del pensiero liberale e dei diritti umani anziché agire con la diplomazia di cui si riempie la bocca enfatizza l’odio tra gli attori del conflitto. Piazza armamenti di ogni sòrta in varie zone del Medio Oriente, della regione pacifica e in Asia in generale. Questa operazione prende il nome di “aggressione”, un’aggressione per il momento attuata senza l’uso concreto delle armi ma pur sempre un’aggressione. Ogni azione militare – specialmente oggigiorno – dev’essere ben calibrata, ben studiata e ben condotta altrimenti si potrebbe cadere in un baratro profondissimo. Ebbene, gli Stati Uniti pare che stiano spingendo il Medio Oriente e l’Oriente in generale verso il disastro più assoluto. L’Oceano Pacifico e l’Oceano Indiano – non da ora – sono autostrade altamente trafficate da natanti militari statunitensi. Testudo Arietata ha più volte ribadito questo fatto. Inoltre, i miserabili politicanti al soldo di Washington seguitano a parlare di “bomba atomica” con una certa disinvoltura. Questi signori si ricordano quale danno vergognoso hanno causato le bombe atomiche lanciate qualche decennio or sono sul Giappone? Questi politicastri sono personaggi estremamente pericolosi, è bene che lo si sappia.