L’Europa ha abbandonato il concetto di merito per abbracciare quello di democrazia ma è evidente che le due entità collidono in toto. Il merito è un concetto di alto e nobile mentre la democrazia è un concetto di infima caratura. A lungo andare la democrazia annullerà – come in realtà ha già annullato – il merito e tutta la vita sia del singolo individuo sia della comunità sociale nella quale l’individuo vive verrà riportata verso il basso e la civiltà sprofonderà come in realtà è già sprofondata in un baratro terribile da cui sarà quasi impossibile uscire a meno dell’adozione di misure drastiche utili a risanare una situazione ormai giunta al limite. La democrazia che è divenuta ormai licenza sta uccidendo ogni àmbito della vita e sta volgarizzando tutti i settori in cui è applicata. Prima soltanto la squadra che si classificava al primo posto del campionato di calcio aveva diritto di accedere alla Coppa dei Campioni, adesso vi sono Paesi che mandano in Champions League addirittura quattro squadre con il risultato che la qualità del gioco del calcio è peggiorata enormemente. Prima c’era una proporzione ingegneri-muratori di uno a tanti ovverosia per ogni ingegnere v’erano parecchi muratori, oggigiorno la proporzione si è capovolta con il logico peggiorare della preparazione degl’ingegneri. Prima v’era un docente per parecchi studenti, oggi vi sono più docenti per uno studente. Questo principio balordo è stato applicato a tutti i settori della vita con la conseguenza prevedibile di un disastro per tutta la collettività che accetta le regole ultrademocratiche. La civiltà è per definizione a forma di piramide, gerarchica, qualora vengano sconvolti questi capisaldi la civiltà medesima entra in sofferenza e comincia un lento affondamento senza freno. La parola dell’uomo cólto vale tanto quanto quella dell’analfabeta in nome del principio democratico e anzi il primo viene azzittito dal secondo perché la democrazia considera tutti eguali. Ormai l’Europa è giunta al disastro più totale: non vi sono più certezze, non vi sono differenze tra il giusto e lo sbagliato, tra il bene e il male, tra il vero e il falso; vale tutto senza distinzioni di nessuna sòrta e una vacca può essere definita cavallo così come al contrario. Il campo di concentramento democratico séguita a erodere la ragione dell’essere umano che risponde sono a un principio numerico. Se per esempio in un parlamento composto da seicento onorevoli cinquecentonovanta votassero la liceità dell’omicidio la democrazia trionferebbe ma la civiltà morirebbe. Ora, la domanda legittima è la seguente: è legittima la democrazia? E ancóra: una civiltà deve fondare sé stessa su un volgare numero o su principii eccelsi dati dalla legge naturale? E ancóra: è legittimo che alla testa di una civiltà vi siano i peggiori? Dunque, democrazia o merito? La risposta sta nella domanda.