Negli Stati Uniti il possesso di un’arma da fuoco è ormai normale amministrazione. È talmente normale amministrazione che con gli arnesi di acciajo si gioca anche in famiglia con una disinvoltura oggettivamente fuori da ogni ragionevolezza. È in queste condizioni che a Miami un’arzilla ottantaquattrenne spara una serie di projettili nel sedere del marito che pare abbia scambiato per un bersaglio del poligono. I colpi della vergogna formano un disegno perfettamente simmetrico sulle natiche dell’uomo che in compenso muore. Questa vicenda conferma quanto Testudo Arietata va scrivendo ormai da parecchio tempo ovverosia che il Paese del dollaro soffre di una follia ignobile che non si trova da nessun’altra del pianeta. Soffre di quella follia tipica del fanatismo antropocentrico che libera l’individuo da ogni vincolo morale e lo imprigiona nella cupa ragione del nulla mai limitata superiormente.