Posto che il termine antisemitismo – come abbiamo già avuto modo di ribadire più volte – non ha alcun significato del dibattito storico-politico in auge oggigiorno ma è divenuto solo un termine propagandistico e posto altresì che la vecchia dicotomia politica destra-sinistra non ha oggi nessun significato reale – poteva forse averlo nell’Ottocento – occorre fare un’osservazione doverosa. Se proprio dovessimo individuare in questo momento storico il fenomeno dell’antigiudaismo o dell’antiebraismo spinti e dovessimo affibbiar loro un’etichetta precisa allora dovremmo posizionarli a sinistra. Solo i gruppi di sinistra, di estrema sinistra o della sinistra extra-parlamentare conducono una battaglia antigiudaica o antiebraica veramente violenta e oltremodo martellante. Ciò che è possibile constatare è oltremisura allarmante: la violenza è in continua crescita. Noi crediamo che sia giunto il momento di porre un argine alla stessa da qualunque parte questa arrivi ma notiamo che anche la politica europea nel suo insieme partecipa al gioco losco dell’alimentazione della brutalità, dell’aggressività e della ferocia.