Il magistrato italiano – ma il discorso vale per ogni componente di tutte le magistrature d’Europa – ha addirittura la facoltà di decidere quali luoghi una persona può o non può frequentare e ancor peggio quali frequentazioni personali sono concesse a un individuo. Il magistrato cioè in ultima analisi è il proprietario assoluto delle vite altrui, può disporre della vita di chiunque senza chiedere il permesso a nessuno, può penetrare nella vita privata di chiunque imponendo regole davvero tiranniche e durissime. Insomma, l’Europa e il mondo cosiddetto occidentale hanno fortemente voluto e concretamente creato una “istituzione” se così la si può definire idonea a vessare questo o quel malcapitato. Questo è quanto ci restituisce un pensiero che si è allontanato dalla verità per sposare la barbarie e per distruggere ogni relazione umana. La violenza oggettivamente bestiale con la quale il singolo magistrato esercita il potere conferitogli da quell’entità giuridica inesistente che oggigiorno viene chiamata Stato è qualcosa di straordinariamente ignominioso, è è l’abominio della tirannide, è lo schiavismo istituzionalizzato.