Ogni anno la Repubblica Italiana il giorno venticinque aprile festeggia l’anniversario della liberazione d’Italia. La detta festa si ascrive nel calendario delle festività religiose civili dello Stato in perfetta sintonia con il pensiero liberale in auge in tutta Europa. Ogni venticinque aprile si ripete la solita pantomima che prevede la commemorazione della liberazione d’Italia dall’occupazione nazista e dal cosiddetto fascismo. Posto che parlare di occupazione nazista è parecchio riduttivo e storicamente errato la Repubblica Italiana commette – ovviamente in modo volontario – un altro sbaglio in quanto contestualmente celebra l’occupazione degli Alleati; è bene ricordare che l’Italia è il solo Paese al mondo che celebra l’occupante tra la vergogna delle istituzioni e l’ignoranza storica dei politicastri che amministrano la fu Patria. Tra uno slancio patriottardo e un giacobinismo di quint’ordine ogni anno alte cariche di Stato, ministri, parlamentari, presidenti di regione, sindaci e pure militari partecipano a uno spettacolo teatrale oggettivamente grottesco. Qualche soldatino marcia per le strade di Roma, le fanfare suonano perlopiù marce militari che nulla c’entrano con le istituzioni repubblicane, il reggimento corazzieri ovverosia la guardia d’onore del Presidente della Repubblica inscena un’esibizione penosa che ha il suo punto apicale con la formula: “Onori al Presidente della Repubblica!” Per le vie romana marciano tutti anche coloro che nulla c’entrano con la Patria rendendo così la manifestazione ancor più misera. I sindaci nelle piazze dei paesi e delle città che amministrano dànno uno spettacolo poco confortante, sindaci quasi sempre impreparati in materia storica che leggono i soliti discordi dettati dal regime senza nemmen sapere quali parole stanno uscendo dalle loro bocche. Insomma, la festa del venticinque aprile è un disastro nazionale ed è solo un’occasione per fare confusione politica e di ogni altro genere, è una festa che in un cero senso veicola l’odio e dunque uno Stato serio la abolirebbe immediatamente. Il venticinque aprile non è una festa nazionale, non è una festa di tutta la nazione, non è una festa di tutti gl’italiani; al contrario è una festa di una parte della nazione, è una festa di una parte degl’italiani, è una festa fortemente divisiva che danneggia tanto l’Italia quanto la nazione italiana posto di nazione italiana si possa ancóra parlare. Il fallimento della cosiddetta festa della liberazione è sotto gli occhi di tutti coloro che la osservano con attenzione e con onestà intellettuale. Con il venticinque aprile l’Italia ha perso.