Nel Mar Arabico al largo della costa indiana un piccolo natante clandestino sul quale sventola l’omonima bandiera prende fuoco. La volgare imbarcazione trasportava varie sostanze stupefacenti quali cocaina, amfetamine, LSD e oppio che finiscono tutte quante in cenere. Occorre altresì segnalare che il carico di droga constava – dalle prime informazioni di cui Testudo Arietata dispone – di circa un quintale e mezzo di schifezze. L’incendio ha fatto il proprio dovere e il mare ha completato l’opera. Il mare ovverosia la maggior pattumiera che esista su questo pianeta ha dettato giustizia con la naturale violenza sua caratteristica intrinseca. Il natante era diretto molto probabilmente a Gokarna – la rotta perlomeno era quella – ma non è dato a sapere da dove è salpato, Testudo Arietata pensa dalla Somalia. Sicuramente non è salpato né dal Pakistan né dall’Iran né dall’Oman né dagli Emirati Arabi Uniti né dallo Yemen né da Gibuti né da nessun altro Paese di quell’area geografica. Peraltro la Somalia versa in una condizione politica assai critica ed è dunque terreno fertile anche per il narcotraffico. Occorre osservare anche un altro elemento non trascurabile e cioè che in quel di Mogadiscio e non solo bazzicano – in questi ultimi periodi – mercanti e lobbisti esperti del narcotraffico internazionale. Qualche nome dei summenzionati agenti dediti al crimine della droga: Catherine (omissis), Daniela (omissis), Elena (omissis), Letizia (omissis), Karin (omissis), Sebastian (omissis), René (omissis).