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La donna iraniana

17 Aprile 2026 - 10:12

Le menzogne che vengono ripetute riguardo all’Iran sono oltremodo vergognose specialmente quelle riguardo alle donne iraniane. Tutte le idiozie che la propaganda occidentale racconta su questo famigerato schiaviamo della donna iraniana sanza diritti, senza dignità, senza autonomia e altre corbellerie simili sono esclusivamente una descrizione distorta della realtà. È sufficiente recarsi per esempio nella capitale per sincerarsi del contrario. A Teheran le donne possono circolare con il velo o senza il velo, possono indossare o meno il chador, il burqa non è obbligatorio, si possono vedere donne con capelli sciolti o con capelli raccolti, donne con capelli lunghi e donne con capelli corti, donne che indossano il cappellino con la tesa, donne che indossano la gonna oppure i pantaloni, donne che calzano scarpe con il tacco o scarpe da ginnastica, donne truccate e donne non truccate e la lista potrebbe ancóra continuare. Pertanto, i signori propagandisti dell’Occidente o sono ignoranti e non conoscono la realtà iraniana oppure mentono sapendo di mentire. La donna musulmana e nella fattispecie iraniana gode di ogni diritto ed è libera di fare le sue scelte; la favola della donna-schiava è appunto una favola oggettivamente di bassa lega che il sistema di comunicazioni in voga nel mondo occidentale ha creato appositamente per screditare una civiltà che non sopporta ovverosia quella iraniana. La donna musulmana e in questo caso iraniana è stimata nella sua civiltà ed è sicuramente denigrata fuori dalla stessa; l’Occidente infatti denigra la civiltà iraniana denigrandone la donna. Ma una cosa va osservata e cioè che la donna musulmana è posta a un livello più alto – sotto tutti i profili – rispetto a una donna occidentale vagamente cristiana, vagamente in quanto protestantizzata. La donna musulmana nella sua civiltà è stimata e rispettata più di quanto non lo sia una donna vagamente cristianizzata all’interno della propria. La verità è una e una sola: l’Occidente ormai affondato nel liquame relativista di stampo eretico invidia l’integralismo di una civiltà – quella iraniana – sicuramente più umana che continua a marciare a passo sostenuto verso livelli di spiritualità sempre più elevati. A scanso di equivoci chiariamo che integralismo non significa fondamentalismo.

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