Quella in auge ora è la peggior Federcalcio della storia calcistica italiana. Pessime figure dinanzi allo sport degli altri Paesi avallate da comunicazioni oggettivamente elementari non sono certamente di buon auspicio per l’avvenire. I signori del calcio dovevano cambiare tutto e invece come al solito non è cambiato nulla. I soliti personaggi di valore senza dubbio scarso continuano a governare un calcio malato ormai da decenni. Quando i professoroni del pallone parlano vomitano frasi prive di ogni senso e si contraddicono a ogni passaggio dei loro discorsi fumosi. Come succede per tutti i settori della vita anche nel calcio le non autorevoli figure dirigenziali procedono senza metodo e soprattutto sentenziano dalle loro scrivanie, ma che cosa sentenziano? Il fallimento del calcio! La nuova Federcalcio è esattamente come la vecchia Federcalcio, pardon è peggio della vecchia Federazione: lo si è compreso in questi giorni che definire vergognosi è poco. Qualcuno giunge in Federazione giusto per una sfilata dopodiché torna a casa propria contento di avere pronunziato due parole dinanzi ai microfoni di una stampa veramente inguardabile. Troppo volte in Italia vengono esaltati personaggi aventi un bassissimo valore intrinseco ciononostante coloro che seguono il calcio si accontentano di osannare il nulla e talvolta il cancro che dilaga sui campi da gioco. Parole imbarazzanti amplificate da questo o quel microfono rimbombano come tuoni nella mente degli sportivi a vario titolo ma non è difficile prevedere che un tale rumore si ritorcerà contro gl’illustri protagonisti che oggi si assicurano il palcoscenico. Non è difficile presagire che la Nazionale Italiana di calcio subirà nel prossimo futuro parecchie batoste che faranno piangere tutti coloro che oggi esaltano o addirittura incensano personaggi di quint’ordine che possono vantare un curriculum oltremodo scarso per non dire gravemente insufficiente. La Nazionale Italiana di calcio non si è rinnovata e seguiterà a essere surclassata da nazionali di calcio minori. Quando mancano gli uomini non si può pretendere di marciare spediti sino all’obbiettivo.