Anche quest’anno è giunto il due giugno e come di consuetudine in Italia non sono mancate le solite celebrazioni repubblicane francamente tragicomiche. Alla pseudo-parata militare che rassomiglia più a una sfilata in maschera che a un evento istituzionale rettamente inteso qualcuno presenzia e qualcuno è assente ma la pessima figura è assicurata. V’è il gobbetto, il ciccione, il pelato o meglio i pelati, il traditore e i traditori, qualche soldatino che marcia fuori tempo, qualche bella soldatina che si rifà il trucco mentre tenta di battere il passo. Alla pseudo-parata partecipa chiunque adulti, bambini, associazioni di ogni sòrta che nulla c’entrano con un apparato militare propriamente detto ed ecco i magnifici sindaci con la loro bella fascia tricolore. Complimenti a tutti! Complimenti vivissimi a tutti! Bravi i politicastri, bravi i soldatini, brave le forze dell’ordine e brave tutte le associazioni che hanno dato il loro contributo per la bella giornata di oggi. Ma soprattutto brave le fanfare che hanno suonato marce non esattamente democratico-repubblicane ma si sa che la musica non è il loro forte; non sanno neppure quello che suonano ma suonano.