Non tutte le leggi prodotte dalle assemblee parlamentari sono valide checché se ne dica. Se le leggi che vengono approvate dai Parlamenti sono in linea con la morale allora sono legittime in caso contrario no. Ma facciamo immediatamente qualche semplice esempio così che tutti possano comprendere la questione. Il primo esempio è oggettivamente molto semplice e non necessita di spiegazioni di nessuna sòrta: se un Parlamento approvasse l’omicidio allora l’omicidio diverrebbe lecito? È evidente che l’omicidio non può mai essere lecito nemmeno se esiste una legge che lo ha legittimato. Già da questo primo esempio – se vogliamo estremo – si comprende perfettamente che la funzione legislativa non può essere staccata dalla questione morale vale a dire che a un’assemblea è permesso di legiferare entro determinati limiti ben definiti e ristretti. Un’assemblea non può in nessuna maniera vergare una norma che legittimi dunque l’omicidio nemmeno se il legislatore ne è favorevole. Un altro esempio – anch’esso molto semplice – concerne il furto. Quale assemblea potrebbe legiferare in favore del furto? Nessuna se è un’assemblea retta, in caso contrario sarebbe un’assemblea corrotta e quindi indegna di legiferare. Gli esempii sarebbero davvero parecchi ma sono sufficienti quelli di cui sopra affinché si possa comprendere che alla base di una legge positiva v’è sempre una legge morale. Perché l’omicidio non è lecito? Perché esiste una legge positiva emanata da questo o quel Parlamento o perché esiste una legge morale per definizione più alta di una norma positiva? Noi di Testudo Arietata siamo ben consapevoli che un concetto di tal finezza non possa essere compreso da tutti a causa di una propaganda che perdura ormai da secoli, una propaganda che idolatra il cosiddetto Stato quale entità infallibile sopra tutto e sopra tutti, una propaganda che idolatra lo Stato giacobino o giacobin-socialista che desidera annullare la tipicità umana. Purtroppo, questi teoremi sui quali si è costruito lo Stato post-moderno gettati nella massa non possono che condurre ai risultati devastanti a cui assistiamo oggigiorno, risultati che conducono a un’incertezza assoluta e a una confusione totale in cui è immersa la civiltà o quanto della stessa è rimasto. Quando uno Stato fonda il suo diritto sulla punizione violenta quello Stato ha fallito e quella civiltà è destinata alla morte più triste. Questa è l’odierna civiltà europea.