Il 17 e il 18 luglio 1936 i ribelli dell’esercito spagnolo dànno avvio alla guerra contro il governo repubblicano: è iniziata la guerra civile spagnola. Da una parte è schierata la seconda repubblica spagnola sostenuta dai rossi di tutta Europa e dalle brigate internazionali, dall’altra parte i nazionalisti guidati dal Generale Francisco Franco sono invece sostenuti dalla Falange, dai Requetés-Carlisti, dalla CEDA, dall’Italia, dalla Germania e dal Portogallo. Tra i “comandanti” repubblicani vi sono vecchi noni del comunismo, del socialismo e del giacobinismo in generale mentre tra i comandati delle armate nazionaliste vi sono il già menzionato Generale Francisco Franco, il Generale Emilio Mola, il Generale José Sanjurjo, il Generale Gonzalo Queipo de Llano, il Generale José Enrique Varela, il Generale Fidel Dávila Arrondo, il Generale Miguel Cabanellas e altri Generali e militari spagnoli. La Spagna nazionale si ribella alla repressione violenta in auge durante il governo repubblicano, una repressione a sfondo soprattutto religioso in quanto nella detta Spagna i cattolici venivano vessati in tutte le maniere e i sacerdoti rischiavano la vita ogni giorno; inoltre anche i luoghi di culto – le chiese cattoliche nella fattispecie – erano prese di mira mediante devastazioni e fuoco. La guerra civile spagnola terminerà il primo aprile 1939 con la vittoria dei nazionalisti che porrà fine dunque a quella sòrta di regime del terrore instaurato dalla seconda repubblica spagnola.