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Riflessione sulla partita Argentina-Capo Verde

4 Luglio 2026 - 11:11

La partita Argentina-Capo Verde valida per il campionato mondiale di calcio che si sta disputando in Messico, Stati Uniti e Canada ha visto la selezione sudamericana vittoriosa. Ciononostante, non si può non notare un elemento che Testudo Arietata aveva già evidenziato per l’eliminazione di due nazionali importanti quali la Germania e l’Olanda eliminate rispettivamente dal Paraguay e dal Marocco. Ora, la summenzionata gara ha visto affrontarsi una nazionale sudamericana – quella argentina – che conosce molto bene il gioco del calcio e vanta nel suo palmares ben tre Coppe del Mondo – l’Argentina vinse il primo mondiale nel 1978, il secondo nel 1986 e il terzo nel 2022 – e una nazionale africana – quella di Capo Verde – che oggettivamente dal punto di vista calcistico a oggi è il nulla più assoluto. Nonostante tutto l’Argentina ha passato il turno ma soltanto ai tempi supplementari contro una nazionale che non possiede alcuna esperienza né in Africa né nel mondo. Se poi notiamo la sequenza delle reti osserviamo che la nazionale argentina è andata in vantaggio due volte ed in entrambe le occasioni si è fatta rimontare chiudendo poi la gara con molta fatìca. Benché l’Argentina sia detentore del titolo ha rischiato di essere eliminata da un signor nessuno e questo conferma un’altra volta la teoria della globalizzazione del calcio – eliminazione di Germania e Olanda – per cui i Paesi calcisticamente arretrati stanno guadagnando terreno sui Paesi calcisticamente compiuti tanto da minacciarne il monopolio calcistico. Negli anni che verranno le nazionali più prestigiose vivranno un periodo di stagnazione o addirittura di decadenza – è ben noto l’esempio della nazionale italiana di calcio – mentre le nazionali sino a oggi minori – perché a corto di vittorie e di titoli – saranno soggette lentamente a un’accelerazione che potrà projettarle verso mete prestigiose. Il calcio non sta cambiando ma è già cambiato ciononostante parecchi addetti ai lavori – tra i quali vi sono anche nomi considerati convenzionalmente grandi – non se ne stanno accorgendo pertanto costoro verranno messi all’angolo e verranno sostituiti giocoforza con operatori calcistici che invece hanno compreso appieno questo passaggio. I cosiddetti “grandi del calcio” stanno ragionando ancóra con gli stessi criteri di trent’anni or sono: sono vecchi e verranno spazzati via.

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