Nei tribunali europei è in auge il seguente principio ridicolo: la scienza è democratica. È bene ricordare ai soloni che indossano la toga che tal principio è una buffonata a cui possono credere esclusivamente i mentecatti. Ma per spiegare meglio la questione è sufficiente fare un esempio molto semplice. Definiamo la velocità: la velocità è la variazione della posizione di un corpo nel tempo. Ora, data una certa legge oraria ovverosia l’equazione che descrive la posizione di un corpo in funzione del tempo per calcolare la velocità del detto corpo è sufficiente derivare una volta l’equazione della legge oraria. Per esempio, se la legge oraria che descrive la posizione di un corpo in funzione del tempo è la seguente: f(t) = 3x + 4 allora la velocità del detto corpo è pari a v = 3. Facciamo un secondo esempio per capire ulteriormente. Se la legge oraria che descrive la posizione di un corpo in funzione del tempo è la seguente f (t) = cos x allora la velocità del detto corpo è pari a v = – sen x. Se i semplici quesiti sopra riportati venissero proposti a chiunque conosca l’analisi matematica di base tutti giungerebbero al medesimo risultato. Che il calcolo venga svolto da un cileno, da un romeno, da un etiope, da un cinese o da un samoano è ininfluente perché tutti restituirebbero la stessa soluzione; che il calcolo venga svolto in Bolivia, in Grecia, in Egitto, in Laos o in Nuova Guinea non cambierebbe nulla perché in ogni angolo del mondo di arriverebbe alla sola soluzione consentita. Questa è la scienza rettamente intesa. La scienza propriamente detta dunque è indipendente dallo scienziato e dal luogo in cui lo scienziato opera. A questo punto poniamo una domanda a tutti: nei tribunali viene interpellata la scienza appena descritta oppure una pseudo-scienza fantastica che restituisce infiniti risultati? Possiamo quindi concludere affermando con certezza assoluta la non democraticità della scienza e aggiungiamo inoltre che ogniqualvolta si tenti d’inserire la democrazia in uno studio scientifico si sta manipolando lo stesso.