Oggigiorno in Italia vige una legge non scritta che i magistrati rispettano pedissequamente. È la legge o meglio una sòrta di regola che permette agli stessi d’indagare nelle vite altrui usando i metodi più vergognosi e viscidi primo fra tutti le intercettazioni. Ora, perché un magistrato che non è superiore in grado a nessuno bensì un parigrado di tutti può penetrare nella vita privata di un comune individuo senza limiti. I magistrati possono sottoporre chiunque a intercettazioni telefoniche, intercettazioni ambientali, possono controllare la posta cartacea o elettronica di chi pare a loro, possono ordinare pedinamenti di ogni sòrta a danno di chiunque, possono ordinare indagini che vanno a scavare nella vita privata di una persona financo in rete, insomma possono porre in essere una miriade di operazioni molto invasive nella vita privata di una persona solo perché il cosiddetto Stato conferisce loro questo “potere” posto che potere possa essere definito. La civiltà odierna è precipitata oltre la barbarie tanto è vero che per i canoni giuridici in voga in questo momento storico chiunque è sempre sotto indagine, chiunque è sempre sotto processo e chiunque è sempre spiato. È allarmante che tale modello giuridico sia accettato da pressoché tutti infatti una larghissima maggioranza di persone ammette e sostiene il terrore – questo è il termine corretto – quale metodo per amministrare uno Stato. La larghissima maggioranza di cittadini di cui sopra gode a vedere chiunque indagato e condannato in quanto il loro pensiero poggia su una cultura nulla, su una cultura giacobina ormai imposta da più di due secoli al popolaccio che a malapena riesce a pulirsi il naso da solo. Perché una persona comune dovrebbe dimostrare a un magistrato la propria “innocenza”? Perché una persona comune dovrebbe fidarsi di un magistrato di cui non conosce nulla? Perché una persona comune dovrebbe fidarsi di un magistrato di cui non conosce le idee religiose, le idee politiche, il suo trascorso, la vita della sua famiglia, la sua preparazione, i suoi gusti in fatto di sesso, di sport, di cucina, di musica, ecc.? Forse che il magistrato nella cultura giuridica giacobina di oggigiorno è equiparato a Dio? O forse il magistrato ha proprio superato Dio ed è posto al vertice della piramide della cosiddetta giustizia? Il magistrato si sente il padrone del mondo perché stabilisce da che parte stanno la ragione e il torto in quanto amministratore della legge scritta rigorosamente positiva. Il magistrato segue sempre la legge positiva o almeno così sembra ma a questo punto è legittimo lanciare una sfida ai signori che indossano l’ignobile toga moderna che nulla c’entra con la nobile toga romana. La sfida che vogliamo lanciare a lor signori è molto semplice e prevede una sola domanda. Nell’Unione Sovietica di Stalin e nella Germania di Hitler le rispettive magistrature applicavano le leggi positive in vigore nei rispettivi Stati. Cari magistrati giacobin-democratici che amministrate la legge oggi la domanda per voi è la seguente: che cosa pensate dell’Unione Sovietica di Iosif Stalin e della Germania di Adolf Hitler? Attendiamo la vostra risposta.