Washington sbarca a Roma e il protettorato – anzi il colonialismo statunitense – ai danni dell’Italia e dunque dell’Europa si riafferma più assoluto che mai. La Casa Bianca ormai già padrona anche dello Stato Pontificio detta le sue politiche severe financo al Vicario di Cristo e la vergogna è ai massimi livelli. Città del Vaticano è blindata e Piazza San Pietro un tempo centro della Cattolicità diviene il tempio dell’ignominia. I padroni del discorso sfilano nella Città Eterna con la strafottenza che li contraddistingue e con la maleducazione che posseggono in corpo. Lo sceriffo statunitense sbarca in Italia ma crede di essere a casa propria, si muove con disinvoltura, parla la lingua inglese e malgrado sia ospite si comporta come il vero padrone di casa. Un Paese ateo-liberale quali sono gli Stati Uniti si reca in Vaticano per chiedere che cosa? Un ajuto al Pontefice? posto che ve ne sia uno! Quali saranno i grandi discorsi che gli eccelsi capi sosterranno? Parleranno del Medio Oriente? O forse di Cuba? Parleranno dell’Iran o del Sudan? Parleranno del colonialismo di Washington o della Federazione Russa? Parleranno della Cina o forse di Taiwan? Come al solito parleranno di corbellerie e non giungeranno a nulla di concreto, succederà anzi il contrario e cioè il totalitarismo si riaffermerà con la benedizione sinistra della neo-chiesa liberal-massonica a trazione demoniaca. Oltre alle forze dell’ordine italiane sparse qui e là attorno a Città del Vaticano Testudo Arietata – anch’essa presente sul luogo – conta trentuno agenti dei servizii segreti statunitensi; molto probabilmente il numero citato è per difetto in quanto altri agenti segreti saranno sicuramente rintanati in appartamenti o simili ubicati nelle circostanze.