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La prova scientifica in un procedimento giudiziario odierno

18 Giugno 2026 - 15:20

La prova scientifica in un procedimento giudiziario odierno non serve a nulla perché – dentro un’aula di tribunale – la scienza rettamente intesa viene piegata alla difesa di questa o quella causa. Ora, la scienza per definizione è assoluta e di conseguenza non democratica. In un procedimento giudiziario ogni parte in causa porta determinati dati “scientifici” manipolati in modo tale da sostenere quanto quella parte in causa afferma: la pubblica accusa porta determinate risultanze “scientifiche”, la difesa ne porta delle altre, la parte civile o le parti civili ne portano delle altre ancóra: in questa confusione “scientifica” qual è la versione scientificamente corretta? In realtà non esiste o meglio tutte le affermazioni sono errate perché la scienza o è o non è. Torniamo a sottolineare che la scienza non è relativa bensì assoluta dunque in un procedimento giudiziario odierno non è possibile parlare scientificamente di prova scientifica perché vi sono gioco più “scienze” – ogni parte in causa esibisce la propria – e più “scienziati” pagati dalla parte per cui lavorano. Tutti converranno che la scienza non è una disciplina a pagamento ovverosia la scienza rettamente intesa non è disposta a vendersi alla parte che la paga. Inoltre, la scienza non è contestabile; la scienza diviene contestabile solo e soltanto quanto una nuova teoria annulla quella precedente: il Sistema Tolemaico ovverosia il Geocentrismo è stato annullato solo dopo studi scientifici che ne hanno invalidato la validità e il Sistema Copernicano ovverosia l’Eliocentrismo ha potuto divenite “verità” solo dopo studi scientifici che ne hanno dimostrato la validità. Tutto questo meccanismo nei procedimenti giudiziari odierni non avviene dunque quanto di racconta nelle aule della cosiddetta giustizia sono corbellerie dalla prima all’ultima parola che lo “scienziato” di turno regala alla pubblica opinione. Gli “scienziati” che nelle aule di tribunale esibiscono il peggio di loro stessi non conoscono nemmeno Galileo Galilei e dunque la scienza da questi scaturita. Non conoscono la scientificità della scienza e non sanno leggere i numeri in modo scientificamente corretto, hanno una preparazione matematica ovverosia scientifica che è qualcosa di penoso; non conoscono le leggi più elementari della scienza cioè un’analisi matematica di base e dunque le basi della meccanica classica. Uno “scienziato” con un curriculum simile può tranquillamente andare in pensione così da non combinare danni a nessuno. Nelle aule di giustizia si vede il peggio del peggio: vi sono criminologi che parlano di questioni fisiche, vi sono psicologi che elaborano “teorie” che potrebbero elaborare anche i peggiori professorini delle scuole medie inferiori, vi sono cosiddetti “giuristi” che pretendono di conoscere ogni disciplina per poter poi sentenziare sulla colpevolezza o sull’innocenza dell’imputato, vi sono giornalisti che tentano di addentrarsi in questioni scientifiche molto specifiche salvo ogni volta fare figure veramente vergognose, vi sono opinionisti – lavoro che potrebbe fare anche un analfabeta in quanto tutti possono dare un’opinione che per definizione non ha carattere scientifico – e vi sono infine conduttori oggettivamente imbarazzanti che tentano di riassumere tutte le idiozie che vengono proferite nelle loro trasmissioni votate alla spettacolarizzazione di un omicidio e simili. La scienza rettamente intesa è un’altra cosa. I procedimenti giudiziarii a cui ci si riferisce sono sparsi nei tribunali di un po’ tutta l’Europa: ecco gli effetti dell’illuminismo che con i suoi lumi della ragione ha inquinato la nobiltà della scienza declassandola da assoluta a democratica. Ma a che cosa serve una scienza democratica? Serve ad alimentare un’anarchia sempre più spinta e a sostituire la verità con il nichilismo.

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