Teheran rafforza i controlli sullo Stretto di Hormuz. Washington cerca di spingere per debellare il blocco iraniano ma con moderazione in quanto in caso contrario potrebbero derivare conseguenze ben più gravi di quelle attuali. Benché Washington sia prepotente e violenta conosce alla perfezione le dinamiche del grande gioco internazionale soprattutto quelle relative al Medio Oriente e dunque si comporta di conseguenza. Rimane il fatto che gli Stati Uniti presidiano e continueranno a presidiare con diversi livelli d’intensità la regione del Golfo Persico e le aree vicine a questa. Guarda caso per tentare di risolvere la questione Stretto di Hormuz qualcuno ha pensato bene di avviare una sòrta di vertice in Pakistan, Paese in larghissima maggioranza musulmano e confinante con l’Iran. Questa mossa politica statunitense rientra perfettamente nel piano di espansione politico-territoriale studiata da Washington. La scelta d’Islamabad quale sede dell’incontro Stati Uniti-Iran non è casuale, al contrario è una scelta bene architettata e bene organizzata dalla politica statunitense – Pentagono compreso – per gettare le basi atte a intensificare l’espansionismo di Washington. In pochi si stanno accorgendo che gli USA continuano a galoppare sempre più intensamente verso levante. Gli addetti ai lavori ovverosia politici europei, giornalisti, editori, servizii segreti e forze militari d’Europa ne sono perfettamente a conoscenza ma tacciono.