Si vuole proporre una domanda di vitale importanza: è giusto che la vita di un individuo sia vincolata alle opinioni di un magistrato? In nessun caso l’opinione di un funzionario di Stato può inficiare il normale córso dell’esistenza di qualcuno. Oggigiorno tutti – intellettuali e non – sbandierano il concetto di Stato di diritto perché tale espressione – causa una certa propaganda – è ormai entrata nel linguaggio comune. Ma quale diritto v’è se un magistrato – che per definizione è un parigrado di qualunque cittadino – può esercitare il suo potere tirannico su appunto qualunque cittadino? Molto probabilmente il diritto in auge in questo momento storico in Europa – ma più in generale nell’Occidente – in un futuro, si spera vicino, andrà rivisto.